Rileggendo il Diario di un curato di campagna di Georges Bernanos, di Francesco Riggi


Condividi il link

Poesia e Narrativa

Entriamo in punta di piedi nella stanzetta, come si conviene in un luogo dove è appena deceduto un uomo. È un luogo maleodorante, un piccolo deposito di forniture per drogheria, nella casa di Louis Dufréty, un piccolo commerciante di Lille, che è divenuto tale dopo aver lasciato l'abito da prete. L'uomo, morto nella notte, è il giovane curato di Ambricourt, un piccolo villaggio di campagna, non molto lontano da Lille, venuto a trovare chi era stato suo compagno di studi in seminario.
Talvolta si dice che occorre capire gli avvenimenti da ciò che accade all'inizio di una storia, ma qui è esattamente il contrario: le ultime parole danno il senso di tutto, di ciò che è stata la nostra vita, dei dubbi, delle speranze, delle difficoltà, dei tentativi di costruire, con le nostre mani, qualcosa di duraturo. Come la vita di questo giovane prete, alle prese con la realtà del piccolo mondo nel quale viene inviato a svolgere la sua missione, e che confida ad un diario proprio i suoi dubbi e la sua solitudine, ma anche la certezza di una presenza del divino nella propria vita.
La mia parrocchia di Ambricourt? "Oh, la mia parrocchia è come le altre. Tutte le parrocchie si somigliano: il bene e il male devono equilibrarsi, solo che il baricentro è in basso, molto in basso. Oppure, se preferite, il bene e il male si sovrappongono l'uno all'altro, senza mescolarsi. La mia parrocchia è divorata dalla noia, ecco la parola che cercavo."
Fare qualcosa? "Io per lei non potevo fare nulla: la guardavo affondare tristemente nella notte, sparire... Non mi era mai successo di sentire con tanta crudeltà la mia e la sua solitudine". Ma nonostante queste riflessioni, i buoni propositi per un'azione pastorale all'inizio non mancano: progetti di opere giovanili, per un'associazione sportiva, tanto che "la realizzazione del programma che mi sono proposto di seguire, seppure parziale, richiederebbe giorni di 48 ore e un'influenza personale che sono lontano dall'avere, e che forse non avrò mai."
Del resto, la realtà per il curato di Ambricourt si rivela sempre irriducibile ai suoi buoni propositi, mette di fronte alla drammaticità dell'esistenza, dalle condizioni di salute proprie e altrui, alle questioni personali irrisolte della gente che incontra. Come quelle della famiglia del conte, signorotto del luogo, la cui moglie, in un drammatico dialogo con il giovane curato, è costretta a rivedere la sua vita e le sue ostilità nei confronti del mondo e di Dio, aprendosi all'amore dopo tanti anni trascorsi solo nel ricordo del proprio bimbo morto. "No, non tacerò, signora. I preti troppo spesso sono stati in silenzio, e sarei contento se fosse successo soltanto per pietà". Perché "il fatto è che il più miserabile degli uomini viventi, anche se non crede più di amare, conserva ancora la possibilità di farlo". Ed ecco, può accadere che "si possa dare ciò che non si possiede, il miracolo delle nostre mani vuote! Datevi pace - le avevo detto - e lei aveva ricevuto quella pace in ginocchio. Che possa conservarla per sempre! Sono io che gliel'ho data. La speranza che stava morendo nel mio cuore è rifiorita nel suo".
Così, in un cammino sempre più in salita, si rafforza la coscienza di essere un povero strumento perché Dio possa rivelarsi nella vita degli uomini, anche attraverso la propria miseria e la propria debolezza. Fino a cogliere il senso della propria intera esistenza.
Troviamo nella stanzetta Louis Dufréty intento a scrivere una lettera al curato di Torcy, un resoconto di quelle ultime ore passate con il suo compagno di studi: "Mi ha pregato di dargli l'assoluzione. Il suo volto si era fatto calmo, ha perfino sorriso. Qualche istante dopo, la sua mano si è posata sulla mia mentre il suo sguardo mi faceva chiaramente segno di avvicinare il mio orecchio alla sua bocca. Ha pronunciato allora chiaramente, anche se con grande lentezza, queste parole che sono certo di riferire in modo esatto: Che cosa importa? Tutto è grazia".
Scarica il pdf