Una preghiera idiota. Nick Cave all'Alexandra Palace, di Maria Fallica


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Categorie: Musica

Un pianoforte in un'immensa sala vuota in una grande capitale segnata dalla pandemia, poco più di un'ora di concerto, voce e silenzio: ecco la "preghiera nel vuoto" di Nick Cave, il concerto trasmesso il 23 luglio del 2020 in streaming dall'Alexandra Palace a Londra e poi pubblicato a Novembre. Il cantautore australiano nella sua trentennale carriera ha attraversato e reinventato generi musicali (post-punk, rock alternativo, con profondi innesti blues), accompagnando spesso con le sue colonne sonore film e serie di successo: tra le più famose, quella di Il cielo sopra Berlino, e il recente, felicissimo abbinamento delle sue canzoni con i cupi Peaky Blinders su Netflix. In Idiot prayer offre una versione acustica di ventidue suoi brani, in grandissima parte provenienti da album precedenti, "destrutturati" e portati tutti sulle spalle dell'interpretazione intensa e sofferta della voce e pianoforte di Cave, che recita tutte le parti in commedia, in una solitudine abitata.
"Una preghiera idiota, fatta di parole vuote", "portata da ali di colombe": così canta nella canzone che dà il titolo all'album, disegnando uno dei fili dell'album, la personificazione del dolore e della colpa, un tema ossessivo nella carriera di Cave. Dai condannati a morte di The mercy seat e The idiot prayer, alla donna di A girl in amber, inchiodata nel suo dolore; e il diavolo che nella apocalittica High Boson Blues imperversa con la sua legge canonica e la bocca genocida rigurgitante bambini. Un immaginario barocco, nerastro, incongruente e caratterizzato da segmenti narrativi illuminati da fiamme di poesia. Dolore, e assenza: Far from me, canta all'amata, sei lontana, in un "freddo mare sterile". Risposte che non si trovano, colpe che non si perdonano. Poi c'è l'attesa: waiting for you, ripete dolcemente e insistentemente l'amante all'amata, che, corpo e anima, rimane come áncora. Il grido d'amore è una richiesta d'attenzione, di sguardo: "look at me now", grida Jubilee street. Sei tu il mio destino? Quest'attesa verrà ricompensata? Se potessi pregare, dice il cantante della preghiera vuota, pregherei il Signore di condurti nelle mie braccia, così come sei, senza toccarti un capello.
La grazia particolare della musica di Cave è il dono completo della propria esperienza, trasformata e poeticamente re-immaginata, come compagnia d'attesa e di grido. L'ampia sala, spaventosamente vuota, dell'Alexandra Palace si illumina di senso e chiede all'ascoltatore una risposta. Come sails your ships around me: prendi il largo con me, "sciogliti i capelli, e facciamo insieme la storia".
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