Arvo Paart e il minimalismo sacro, di Carmen Soraci


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Musica  

Arvo Paart è un musicista contemporaneo fra i più eseguiti ed apprezzati al mondo. Nato in Estonia nel 1935, i suoi inizi sono caratterizzati da composizioni con i sistemi più all'avanguardia dell'epoca (dodecafonia, collage ...), ma alla fine degli anni '60 giunge alla conclusione che "La sua convivenza con la atonalità lo stava portando ad un vicolo cieco creativo" e che questa non era più in grado di rispondere alle sue necessità espressive. Ne segue un lungo periodo di silenzio in cui emerge l'afflato religioso del compositore. Paart cerca nella sua musica un principio di unità nella molteplicità di elementi che contrastano tra loro. Approfondisce quindi lo studio della musica Medievale, Rinascimentale e del Canto Gregoriano. Egli stesso scrive: "Il complesso e sfaccettato mi confonde, devo cercare l'unità! Come faccio a trovarla? Le tracce di questa cosa perfetta appaiono in molte forme e tutto ciò che è esagerato, superfluo cade!"
Il risultato è stato la creazione di un nuovo stile molto semplice detto "tintinnabuli" o "minimalismo sacro" costruito su triadi (un accordo perfetto di tre note) e scale tonali.
Così a partire dal 1977, anno in cui Arvo Paart ritorna alla composizione, la sua ispirazione religiosa sarà presente in tutti i suoi lavori. Ma anche prima di questa data egli aveva scritto una composizione religiosa: il "Credo" per pianoforte, orchestra e coro, il cui contenuto aveva però suscitato scandalo in quella regione, l'Estonia, all'epoca dominata dall'Unione Sovietica. L'argomento sacro era in contrapposizione all'ateismo di stato, perciò dichiararsi religiosi era un reato.
Nel 1980, quindi, a causa delle insistenti pressioni esercitate nei suoi confronti dalla censura sovietica, Arvo Paart si trasferisce a Vienna insieme alla famiglia. La svolta stilistica segna il definitivo allontanamento dalla cultura del suo paese e dal regime. Da questo momento il materiale musicale sarà estremamente semplificato e ordinato secondo antichi procedimenti compositivi, basato su arpeggi consonanti e triadi che accompagnano semplici melodie. Il timbro degli strumenti è equiparabile al suono delle campane (tintinnabuli). Ne è un esempio il brano "Fratres" (frati religiosi), la cui genesi è paragonabile ad una resurrezione del compositore. Si può definire un esempio di musica minimalista perché basato sulla ripetizione di schemi semplici. Scritto nel 1977, è una composizione in tre parti senza una strumentazione fissa. Il brano è formato da nove presentazioni della stessa melodia a partire da una nota diversa sulla triade di La minore, separate da una impassibile scansione delle percussioni (il placido scorrere del tempo).
Si evidenzia quella ricerca, nei diversi elementi della musica, del principio unificante che Arvo Paart definisce "Anima". "Fratres è una composizione che combina l'attività frenetica e la calma sublime dove l'istante e l'eternità si confrontano continuamente in noi".
Ascoltiamolo nella versione che alcuni di noi hanno avuto modo recentemente di ascoltare insieme, per archi e percussioni.

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