So tutto di te, dati, algoritmi e sentimenti nell'era di Internet, di Salvatore Deodato


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Categorie: Cinema e Teatro

Nella società contemporanea, sempre più soggetta allo strapotere dei social e delle cosiddette Intelligenze Artificiali, possiamo realmente liberarci dalla morsa degli algoritmi della rete, che cercano di sapere tutto su di noi per controllarci meglio?
È questo il tema di fondo del nuovo film di Roberto Lipari, So tutto di te, disponibile dal 25 luglio 2023 sulla piattaforma di streaming Amazon Prime Video. E la presenza del teatro dei pupi siciliani, che non casualmente fa da sfondo all'intera vicenda, contribuisce a rafforzare questo quesito a livello subliminale: siamo veramente liberi o siamo solo dei pupi manovrati da un puparo?
Permettiamo agli algoritmi della rete di registrare e immagazzinare ogni più piccola informazione sulle nostre vite, le notizie che cerchiamo, quelle che leggiamo ma anche quelle che scartiamo, i nostri interessi e le nostre passioni, i nostri acquisti e le nostre preferenze, rivelando inconsapevolmente cose che forse non confideremmo nemmeno ai nostri familiari o ai nostri amici più cari. E gli algoritmi utilizzano questi dati per guidarci, proponendoci ciò che è più in linea con il nostro comportamento e con il profilo che ne hanno ricavato.
Sembrerebbe una gran comodità: ognuno di noi ha a disposizione un assistente personale virtuale che anticipa le sue scelte e i suoi desideri. In realtà, però, questo alla lunga porta all'occultamento dell'enorme varietà e diversità dei contenuti della rete, che vengono filtrati all'interno di una vera e propria comfort zone personale specifica per ogni utente. Finiamo così per leggere sempre e solo opinioni di un certo tipo, simili alle nostre, per vedere sempre e solo contenuti di un certo tipo, simili a quelli che ci sono già piaciuti, per acquistare e utilizzare sempre e solo prodotti e servizi di un certo tipo, simili a quelli che abbiamo già acquistato e utilizzato, con una conseguente riduzione della nostra capacità di scelta e del nostro senso critico.
Lipari è ben consapevole di questa situazione e in un'intervista afferma:

"Nel mio film parlo della possibilità di scelta. Quante cose scegliamo perché veramente le vogliamo e quante, invece, perché siamo stati bombardati dall'algoritmo? [...] Sono dell'idea che anche scegliere le cose sbagliate sia un vantaggio, se l'alternativa è l'assenza di scelta. In questo periodo storico, le nostre scelte sono inevitabilmente condizionate dall'algoritmo: lasciamo che l'homepage di una piattaforma scelga per noi che film vedere, in un processo che non servirà a creare dell'arte, ma ci porterà solo tutti a fare e vedere le stesse cose" [1].

E tutto questo senza considerare gli interessi di chi crea e gestisce gli algoritmi che, ricordiamolo, non possono mai essere neutri, perché sono creati e addestrati da soggetti che non perseguono finalità umanitarie ma devono produrre profitti per se stessi e per i loro clienti/investitori. E quindi ci porteranno a scegliere ciò che interessa a loro, come lo stesso Lipari sottolinea in un'altra intervista:

"Più che dalla riflessione sull'intelligenza artificiale, So tutto di te è un film che nasce da un fatto di cronaca reale: lo scandalo Cambridge Analytica, che ha messo sotto processo anche Zuckenberg. L'accusa era che fossero stati utilizzati i dati personali di 87 milioni di account Facebook senza il consenso degli utenti per favorire l'elezione di Trump. Siamo realmente così tanto influenzabili? C'è qualcuno che sostanzialmente può farci fare quello che vuole?" [2]

La tecnologia ha così un effetto dopante: ci dona una sensazione di onnipotenza e ci permette di fare cose di cui non saremmo altrimenti capaci, ma a prezzo di perdere la nostra anima, come in un moderno patto faustiano. E il protagonista del film passa attraverso tutte queste esperienze, in un susseguirsi di equivoci e di situazioni comiche ben orchestrate che divertono lo spettatore ma allo stesso tempo gli ricordano che la sua situazione non è poi, mutatis mutandis, molto diversa.
Perché, se le considerazioni fin qui esposte potrebbero far pensare a un thriller hollywoodiano, Lipari, che del film è oltre che interprete anche autore e regista, si muove nel campo della classica commedia italiana, con la giusta dose di sentimenti e un'ambientazione che esalta gli elementi migliori della cultura e della tradizione siciliana.
I sentimenti, in particolare, per Lipari sono ciò che ci salva, perché sono ciò che ci rende umani e che ci dà la forza e lo slancio per recidere i fili che ci controllano e riprendere in mano la nostra vita. Una visione forse eccessivamente romantica, ma la capacità di provare sentimenti è in effetti uno degli elementi che più ci distinguono dalle macchine e dagli algoritmi. Certo, la fantascienza è piena di esempi di Intelligenze Artificiali che provano sentimenti, ma So tutto di te non ha niente a che fare con la fantascienza: è una commedia romantica che trae spunto da elementi purtroppo molto reali e che rimane saldamente legata all'attualità.
L'ambientazione siciliana, con le vicende legate al teatro dei pupi e al nonno del protagonista, interpretato dal bravo Leo Gullotta, rappresenta innanzitutto un ottimo esempio di come si possono valorizzare i tanti elementi positivi della vita e della tradizione siciliana, senza scadere nel becero macchiettismo che da sempre caratterizza i progetti ambientati sull'isola. E Lipari è molto impegnato in quest'opera di pulizia e valorizzazione delle caratteristiche della Sicilia, che non vuole negarne gli aspetti negativi ma evitare di sfruttarli come meri cliché utili per fare cassa a spese di tutto il resto.
Inoltre, la dicotomia tra teatro dei pupi e algoritmo che attraversa l'intera pellicola viene risolta da Lipari in modo positivo, mostrando come tradizione e innovazione, per quanto poli apparentemente opposti, se correttamente coniugati possono in realtà convivere pacificamente e rivelarsi complementari nella vita dell'uomo (per capire come, vi rimandiamo alla visione del film).
In definitiva, un film leggero, adatto a tutti i tipi di pubblico, che diverte ma offre anche utili spunti di riflessione. Buona visione!

[1] Roberto Lipari: "So tutto di te, la mia commedia sull'algoritmo e sui rapporti che cambiano", di Viola Baldi, in The Hollywood Reporter, 24 Luglio 2023
[2] Roberto Lipari: "Goffo e imbranato, sono l'antieroe per eccellenza", intervista a cura di Pietro Cerniglia, in LifeStyle, 24 Luglio 2023

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